lunedì 10 dicembre 2018

new - A spasso per Lecce … un racconto di Mauro Ragosta





- Matteo! Io e Francesca siamo giù al bar...per qualsiasi evenienza ci puoi rintracciare al cellulare!- proferii con voce squillante e risoluta al receptionist, senza tuttavia mancare di una certa cordialità. Poi, in maniera determinata, aprii la porta d'ingresso e in un battibaleno io e Francesca fummo nel bar Galleria. Alle dieci del mattino era sempre brulicante di gente: avvocati, vigili, giornalisti, impiegati, commesse e persone in cerca d'affari e di avventure. E a me e a Francesca piaceva tuffarci in quella piccola bolgia, che si accalcava al banco e dava l'idea di una vita cittadina pulsante e viva. Forse, il nostro era il bisogno non soddisfatto di un'esistenza intensa, che, invece, si consumava, tra pizze e cinema, in una città sostanzialmente lenta e caotica solo per il traffico.
Come al solito, ordinammo un caffé per lei, un espressino per me e un cornetto piccolo da dividere in due. E sì, perché noi non potevamo abbondare con i dolciumi, a causa della nostra stazza, a nostro avviso già eccessiva. Ci tenevamo alla nostra complessione e, sebbene non fossimo né esili e neppure agili, come la moda richiede, questo non comprometteva il nostro aspetto di persone rispettabili, curate ed effervescenti, tipiche della classe media leccese. Sì, quella impiegatizia e di professionisti che costituiscono l'ossatura della società del capoluogo salentino. E mentre facevamo colazione, discorrevamo, come ogni mattina, sulle problematiche del nostro lavoro e soprattutto della magrezza dei guadagni. Naturalmente, la nostra conversazione fu dedita anche al gossip, circa l'entourage della nostra diletta azienda: dai vari complotti ed alleanze, ai tradimenti, ai nepotismi, alle sudditanze, volute o subite, e perché no, anche ai vari isterismi e manifestazioni bipolari. Ovviamente, ce n'era per tutti i gusti, come in ogni rispettabile impresa di certe dimensioni. E tutto questo ci divertiva moltissimo, senza parlare poi delle battute spudorate ed esilaranti quando riguardavano noi due e le nostre disavventure in quel girone dantesco che era il XXX, luogo del nostro lavoro. Insomma, si trattava di un ameno sport mattutino, che rendeva piacevole la nostra intimità incipiente. Infatti, eravamo assieme, nello stesso ufficio, da appena due mesi. (…)

Mauro Ragosta economista, fotografo, poeta è autore di diversi volumi di saggistica, poesia e narrativa di rilievo nazionale. Ha collaborato e collabora tuttora con diverse testate giornalistiche on line. E’ attualmente direttore editoriale della testata on line Paise miu https://www.paisemiu.com/

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