venerdì 11 maggio 2018

Donato Di Poce e i Quaderni del Bardo Edizioni alla Libreria Popolare di Milano























Presso la Libreria Popolare di Via Tadino n.18 a Milano,  alle ore 17,30 l’11 maggio 2018 è prevista la presentazione degli ultimi due libri di Donato Di Poce editi da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno  dal titolo “Lampi di Verità” (nella collana Z diretta da Nicola Vacca) e  Poesismi Cosmoteandrici . Dialoga con l’autore Stefano Donno (editore e critico letterario)
Poesismi Cosmoteandrici ( I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno) - “Donato Di Poce è artista vulcanico e multiforme, cultore di poesie e di aforismi. Dai suoi testi sprigiona un grande entusiasmo vitale, una straordinaria fiducia nelle possibilità espressive delle parole e di ogni segno comunicativo. Il suo lavoro si caratterizza pertanto per il movimento e la creatività che manifesta, caricati di un’energia che conduce in modo significativo ad aumentare e raddoppiare sostanza ed obiettivi (come lo stesso termine “creattività” indica).Donato Di Poce opera in particolare sulle forme brevi, sia in poesia sia in prosa, procedendo per “lampi di verità”, secondo una tradizione di illuminazione intuitiva che risale ai frammenti romantici e primo-novecenteschi. Egli coniuga profondità ed estensione cosmica, cercando di parlare al cuore delle persone e sintonizzarsi col respiro dell’universo. La poesia è la leva che fa “spiccare il volo”, che alimenta di sogni e valori la vita. Tramite la poesia, sia essa in versi, in prosa, in fotografia, l’esistenza si riempie di moralità e di bellezza, che in Di Poce sono sempre intimamente unite”. (Dalla prefazione di Gino Ruozzi)
Lampi di Verità (collana Z diretta da Nicola Vacca per I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno) - “…Con l’immagine dei lampi il poeta esprime una misura e delinea una via di accesso. Nella notte sempre buia del nostro vivere politico e civile, lefolgori squarciano il tessuto omogeneo del reale e sfaldano la trama compatta delle banalità e dei pregiudizi, aprendo per pochi attimi, nel battito di ciglia di un’epifania, fenditure e crepe, oltre le quali intravedere sentieri di sopravvivenza. Lampi di verità è una raccolta articolata in due parti; la prima consegna il titolo a tutta l’opera, la seconda è declinata su un versante di “bellezza”. Una biforcazione? No, piuttosto, due attributi della stessa sostanza. Già il pensiero greco ci richiama alla sintonia di “bellezza e verità” (…) .Il poeta ha in tasca una fragile matita da cui sgorga la lacrima dell’oppresso. Il poeta spezza la matita come spezza il pane, offre al prossimo un’intuizione, una scheggia di vita estratta dalla carne, e, se riceve in cambio sputi anziché sorrisi, sa che questo è l’inconveniente di ogni dono. La poesia soffierà, comunque, sulle braci del sacrificio.” Dalla prefazione di Alessandro Vergari.“

Donato Di Poce, (Nato a Sora - FR - nel 1958 ma residente dal 1982 a Milano ). Poeta, Critico d’Arte, Scrittore di Aforismi, Fotografo. Artista poliedrico ed ironico ma dotato di grande umanità, si è imposto all’attenzione del pubblico e della critica con la pubblicazione di una collana di 5 portfolio dal titolo: TACCUINO BERLINESE - East Side Gallery , Félix Fénéon Edizioni, Ruvo di Puglia (BA), 2009 dedicata al muro di Berlino. In un suo celebre aforisma ha scritto: “Il Poeta vede l'invisibile/Il Fotografo fornisce le prove”.

Libreria Popolare di Via Tadino- Milano V. Tadino,  18       
Tel. 02 29513268.  -  info@libreriapopolare.it  

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giovedì 10 maggio 2018

Novità in libreria - Torbide Passioni - Nora Roberts | Booktrailer

Pietro Romano e il suo nuovo libro Fra mani rifiutate alla Biblioteca Jorge Luis Borges a Bologna













Esce il secondo volume della collana diretta da Nicola Vacca nella collana Z per i Quaderni del Bardo Edizioni "Fra mani rifiutate" di Pietro Romano e sarà presentato dal critico e poeta Nicola Manicardi il 10 maggio 2018 presso la Biblioteca Jorge Luis Borges in Via dello Scalo, 21/2 a Bologna ore 17,00
La poesia è la casa delle parole e il poeta cerca la porta per potere abitare le sue stanze. Fra mani rifiutate è il libro di Pietro Romano, un poeta che scava nelle stanze delle poesia con l’intenzione di stabilire un contatto con le parole. I suoi versi indicano attraversamenti, scorticano la realtà fino a cogliere della sua forma tutta la scarnificazione che è necessaria a stabilire un contatto con l’esistenza. La sua poesia, in questo senso, è coma di varianti infinite che esplorano l’esistenza e i suoi campi minati. Il poeta prende tra le mani la parola e con gli occhi vigili sul mondo, quasi a voler lasciare una testimonianza, si insinua tra le pagine di quel “sentimento dell’esserci”, perché quello che conta nell’insensatezza di tutto è lasciare una traccia. Fra mani rifiutate è il libro di un poeta consapevole dell’importanza delle parole e del fatto che non ci sono parole all’altezza del presente che ci inghiotte. Davanti alle ustioni del mondo il poeta ha il dovere di inventare una lingua che brucia. Pietro Romano nelle sue poesie incendia le parole, chiama lo spavento in cui siamo finiti con il suo nome e non fa sconti al disincanto che ci assedia. (Nicola Vacca)
Pietro Romano (Palermo 1994) Appassionato di arte e letteratura, inizia fin dalla tenera età ad abbozzare brevi poesie e racconti. Dopo essersi diplomato al Liceo Classico Vittorio Emanuele II di Palermo, frequenta il corso di Laurea in Lettere della sua città laureandosi con una tesi dal titolo "Le due anime di Giuliana Saladino: fra giornalismo e letteratura". È autore di una raccolta di poesie, dal titolo "Il sentimento dell'esserci" (Rupe Mutevole, 2015). Suoi scritti compaiono in diverse antologie cartacee e riviste, fra cui Nel nome di Alda (Ursini Edizioni, 2015) e Repertorio di Arte e Poesia (Ursini Edizioni, 2016), In Verbis Lingue Letterature Culture anno VI, n 1, 2016 Ridersela della cultura. Comicità e sovversione delle idee dominanti tra XV e XVIII secolo (Carocci, 2016).

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mercoledì 9 maggio 2018

Fra mani rifiutate di Pietro Romano alla Biblioteca Jorge Luis Borges di Bologna























Esce il secondo volume della collana diretta da Nicola Vacca nella collana Z per i Quaderni del Bardo Edizioni "Fra mani rifiutate" di Pietro Romano e sarà presentato dal critico e poeta Nicola Manicardi il 10 maggio 2018 presso la Biblioteca Jorge Luis Borges in Via dello Scalo, 21/2 a Bologna ore 17,00
La poesia è la casa delle parole e il poeta cerca la porta per potere abitare le sue stanze. Fra mani rifiutate è il libro di Pietro Romano, un poeta che scava nelle stanze delle poesia con l’intenzione di stabilire un contatto con le parole. I suoi versi indicano attraversamenti, scorticano la realtà fino a cogliere della sua forma tutta la scarnificazione che è necessaria a stabilire un contatto con l’esistenza. La sua poesia, in questo senso, è coma di varianti infinite che esplorano l’esistenza e i suoi campi minati. Il poeta prende tra le mani la parola e con gli occhi vigili sul mondo, quasi a voler lasciare una testimonianza, si insinua tra le pagine di quel “sentimento dell’esserci”, perché quello che conta nell’insensatezza di tutto è lasciare una traccia. Fra mani rifiutate è il libro di un poeta consapevole dell’importanza delle parole e del fatto che non ci sono parole all’altezza del presente che ci inghiotte. Davanti alle ustioni del mondo il poeta ha il dovere di inventare una lingua che brucia. Pietro Romano nelle sue poesie incendia le parole, chiama lo spavento in cui siamo finiti con il suo nome e non fa sconti al disincanto che ci assedia. (Nicola Vacca)
Pietro Romano (Palermo 1994) Appassionato di arte e letteratura, inizia fin dalla tenera età ad abbozzare brevi poesie e racconti. Dopo essersi diplomato al Liceo Classico Vittorio Emanuele II di Palermo, frequenta il corso di Laurea in Lettere della sua città laureandosi con una tesi dal titolo "Le due anime di Giuliana Saladino: fra giornalismo e letteratura". È autore di una raccolta di poesie, dal titolo "Il sentimento dell'esserci" (Rupe Mutevole, 2015). Suoi scritti compaiono in diverse antologie cartacee e riviste, fra cui Nel nome di Alda (Ursini Edizioni, 2015) e Repertorio di Arte e Poesia (Ursini Edizioni, 2016), In Verbis Lingue Letterature Culture anno VI, n 1, 2016 Ridersela della cultura. Comicità e sovversione delle idee dominanti tra XV e XVIII secolo (Carocci, 2016).

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Novità in libreria - VORREI CHE FOSSE GIÀ DOMANI (book-trailer) di Miriam Candurro e Massimo ...

venerdì 4 maggio 2018

I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno


Una casa editrice per molti … ma non per tutti!
Ci trovate anche su ibs.it

Novità in libreria - TE LO GIURO SUL CIELO di Luigi Maieron (CHIARELETTERE)

Il primo amore di Cecilia è una fisarmonica dal mantice di cartone. Grinta, passione e irresistibile comicità, lei è un fiume in piena che prende a morsi la vita.
“Te lo giuro sul cielo” racconta l’esilarante e incontenibile epopea di un piccolo mondo antico che ha lasciato tracce indimenticabili. Che ha piantato radici profonde. Luigi Maieron compone la sua narrazione e i suoi ricordi come in un romanzo, ci porta indietro nel tempo, tra le montagne di Carnia, in Friuli, in un paese minuscolo il cui nome significa “circondato dai venti”. Istinto e magia, carisma e imprevedibilità hanno trovato casa per molto tempo a Cercivento, con Augusta, Pio, Genesio, la comare Teresine, Nodâl, Anna, Nêl, una galleria di personaggi singolari e irresistibili che l’autore immortala con immagini precise e toccanti, senza mai tradire il dialetto, lingua che mostra la vita tralasciando fronzoli e mediazioni. Un omaggio a una terra, la Carnia, che sembra un’invenzione letteraria. Una presenza viva in ogni pagina. Una storia che consegna un messaggio senza pretendere di dare lezioni. Semplicemente raccontando un modo di vivere e di stare al mondo che oggi sembra non essere più possibile. Un modo non sempre giusto, ma autentico, semplice e schietto. Vero.


Luigi Maieron è nato a Cercivento (Udine) nel 1954. Dal nonno Pio e dalla madre Cecilia ha ereditato la passione per la musica, iniziando a suonare fin da bambino nella sua Carnia. Ha vinto tre edizioni del Festival del canto friulano (1993, 1995, 2012) e il premio Friùl (1997). Ha avviato una collaborazione artistica con Mauro Corona e Toni Capuozzo con lo spettacolo “Tre uomini di parola”. Nel 2002 ha pubblicato l’album “Si vîf”, prodotto da Massimo Bubola, che ha ottenuto un ottimo successo di critica e si è collocato al secondo posto al premio Tenco. Il suo album più recente s’intitola “Vino, tabacco e cielo” (2011). Ultimamente sta ultimando il nuovo disco, previsto in uscita nel 2018. Tra i suoi libri ricordiamo “La neve di Anna” (Biblioteca dell’Immagine 2004) e il bestseller “Quasi niente”, scritto con Mauro Corona (Chiarelettere 2017). Su “la Repubblica” Gianni Mura ha definito Maieron “un albero che ha il dono della parola”.


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